Piero & Cristian
Friday I’m in love

Poi quella sera d’ottobre, con zucche e pipistrelli, e sembrava tutto normale, chiacchiere tra amici di lunga data, un consiglio qua, un bicchiere là. Andiamo a ballare?
E di colpo c’eravamo solo noi due, in mezzo alla sala nera, la musica new wave, i ragazzi emo, i Cure, i Depeche mode.
E Gòrecki, sinfonia n° 3: cinquanta minuti che hanno cambiato la nostra vita, per sempre.
E così passano i mesi, Milano si copre di neve, e le cose diventano sempre più serie.
“Vuoi sposarmi?” disse, una sera di maggio, un piccolo domatore di leoni.
Insieme.
Ed è stata la volta degli amici con i loro consigli, e tramite loro sono arrivati Gianmario Felicetti e Luca Piva, e Certi Diritti.
E nemmeno ce ne siamo accorti di tutta la strada percorsa, quando a novembre dell’anno scorso, mano nella mano, siamo entrati all’anagrafe di Milano, tra messi fascisti, e assessori evasivi. Nemmeno ce ne siamo accorti della sottile ironia dell’impiegata allo sportello, del sussurar che si faceva nei corridoi per la richiesta nostra e di altre coppie che, come noi, chiedevano soltanto ciò che la costituzione garantisce loro come diritto fondamentale e inalienabile: l’uguaglianza.
La nostra richiesta è appesa in cucina, proprio accanto alla porta d’ingresso: qui dentro abitano due che vogliono sposarsi.
La nostra richiesta, incorniciata nell’oro déco, brilla di luce propria, come deve essere ogni cosa che è semplicemente giusta, e legittima, non come il diniego arrivato in seguito, che per noi, semplicemente non ha ragione d’esistere.
Oggi, mentre aspettiamo il 23 marzo e la sentenza della corte costituzionale, carichi d’aspettative e con un mare di progetti condivisi nello stesso cassetto comune, oggi noi due restiamo gli stessi di quel 31 ottobre.
Stanotte dormiamo insieme.
Abbracciati: i nostri corpi che si muovono all’unisono, e che combaciano sempre e comunque.
Le nostre mani allacciate, sempre e comunque; alle volte ho l’impressione che tu sia un pezzo di me, non ti mollo mica sai?
Il primo bacio del mattino, l’ultimo della sera.
Fai che sia per sempre.
Fai che sia per sempre anche per tutto il resto del mondo.
E con le mani amore, per le mani, ti prenderò.
e senza dire parole, nel mio cuore ti porterò.
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo più.
Pier Giovanni Bellotto e Cristian Gaudioli Ruaro
… sarò stupida sentimentalista romantica, ma mi avete commosso.
Siete proprio belli belli e molte delle cose che leggo nella vostra storia avrei potuto scriverle nella nostra: segno che se è amore non c’è proprio niente altro che conti.
Grazie infinite!
B.
Grazie per questo bellissimo scritto. Pure io mi sono commosso e spero che dal 23 marzo anche la nostra storia d’ amore possa diventare il matrimonio che aspettiamo da 8 anni.
Mi batterò anch’io per questo diritto…mi dispiace solo che il pregiudizio nn ha lasciato tempo e speranza a mia sorella..ma nn importa da lassù illuminerà voi,me e tutti quelli che ne hanno bisogno!
ho pianto…..vi auguro tutto il bene del mondo
mi avete commossa ragazzi, che bella storia d’amore, uno di voi due deve essere un’artista.vi auguro che possiate godere di tutto l’amore del mondo e vi abbraccio
…Ciao Cristian (crico). Se un giorno ti incontrerò sarò felicissimo di rivederti, sei stato un amico esemplare per me è credo che in certi versi lo sei ancora. Sono felice di sapere che stai bene, che hai trovato un equilibrio adatto a te. Di te ho solo bei ricordi è parecchia nostalgia dei tempi trascorsi.
Stammi bene Cry! (mirko amico di vecchia data)